Io saprò aspettarti

Io saprò aspettarti

Immersa nell'acqua, sospesa, alla ricerca di un equilibrio fragile e precario, come del resto è l'uomo stesso da sempre in bilico tra anima e corpo, lavoro e natura, ragione e istinto, l'opera esplora il sé e l’altro da sé. Cerca l’integrazione fra consistenza terrestre e proiezione celeste, ovvero fra la materia e lo spirito. Vagare dunque, alla ricerca incessante della perfezione, compiendo errori che talvolta vanificano l’intento e il raggiungimento dello scopo. Questa è la condizione più autentica dell’essere umano: la dimensione del comprendere la compresenza dei diversi elementi, che anche se apparentemente in opposizione convivono e generano l’energia vitale. Innescano brucianti discese nell’ oscurità e sublimi trasmutazioni. Ricerca o fuga? Immersione o emersione? Dagli abissi dell’essere verso una consapevolezza compiuta, attraversano la semplice coscienza del proprio esistere. L'uomo, assetato di tutto, più di tutto, cerca nel tutto: passione, fuoco e amore. L'installazione è creata con legno, gesso, cemento, tubi, carta, materiale di recupero provenienti dal lavoro e dalla vita dell’uomo, olio su tela.(Elisa Spanevello)